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Punti di domanda

Facoltà di sospensione ammortamenti 2020: ripercussioni su super/iper ammortamento

Il DL 104/2020 l’articolo 60 comma 7-bis conosciuto anche come decreto Agosto, ha dato facoltà alle aziende di non rilevare gli ammortamenti civilistici dell’anno 2020, per evidenti motivazioni legate al contesto pandemico.

La legge ha fatto presto discutere a causa di alcune sue imprecisioni tecniche che, grazie ad attente successive interpretazioni, sono state parzialmente risolte.

Il testo della normativa prevede infatti che le aziende possano “non effettuare fino al 100 per cento dell’ammortamento annuo del costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali, mantenendo il loro valore di iscrizione, così come risultante dall’ultimo bilancio annuale regolarmente approvato”.

Si evince quindi che le quote di ammortamento civilistiche, previste per l’esercizio 2020, possono slittare, parzialmente o totalmente, di un anno, con conseguente modifica del piano di ammortamento originario.

Le quote di ammortamento sospese nel 2020, e quindi non imputate a Conto economico, sono comunque deducibili dall’Ires e dall’Irap “a prescindere dall’imputazione al Conto economico”.

 Questo fatto crea un inevitabile disallineamento tra valori civili e fiscali trovandoci con dei valori civilistici non rilevati ma dedotti fiscalmente e quindi soggetti a imposte differite passive che annulleranno in parte l’effetto benefico che ha avuto sul bilancio la mancata rilevazione degli ammortamenti.

Vi è inoltre un dubbio sul fatto che la norma vada intesa come una facoltà o un obbligo, ma l’Agenzia delle Entrate non si è mai espressa ufficialmente sul tema.

Il fondamento giuridico della tesi facoltativistica è data dal fatto che la norma, quando parla della deduzione degli ammortamenti sospesi, utilizza la parola “ammessa”, parola che inserita nel contesto specifico fa appunto pensare a un profilo possibilistico della deduzione.

Non bisogna inoltre dimenticare che anche per quanto riguarda Super-ammortamento o Iper-ammortamento validi per il 2020 la mancata deduzione fiscale della quota di ammortamento crea delle perplessità.

Se è vero infatti che la quota di ammortamento segue l’imputazione al conto economico in funzione della vita utile del bene, (e quindi l’eventuale mancata deduzione delle quote d’ammortamento dell’esercizio 2020 non si perderebbero), lo stesso non si potrà dire per i valori annuali relativi al Super-ammortamento e all’Iper-ammortamento: questi infatti, essendo incentivi fiscali di natura extra contabile senza impatto sul conto economico, non possono slittare insieme alle quote di ammortamento ordinarie.

La conseguenza di tutto ciò è che le eventuali quote annuali relative all’anno fiscale 2020 andrebbero perdute, in mancanza della deduzione delle quote di ammortamento di riferimento, delle quali costituiscono una maggiorazione.

A confermarlo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 4/E del 30 marzo 2017 dalla quale si evince che: “qualora in un periodo d’imposta si fruisca dell’agevolazione in misura inferiore al limite massimo consentito, il differenziale non dedotto non potrà essere recuperato in alcun modo nei periodi d’imposta successivi”.

Si ricorda infine che dall’anno 2021 super e iper ammortamento sono stati sostituiti dal credito di imposta (per approfondimenti vedi nostro precedente articolo).